Scamiciati in lana da principessa Sissi
gennaio 26, 2018
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Spesso mi lamento degli anni che sono volati, guardare lo specchio e vedere gli anta, con qualche rimpianto e anche qualche rimorso, ma da questo fatto da cui non posso sottrarmi, nasce un aspetto positivo, l’esperienza.  Faticosissima da acquisire, solo il tempo e i fallimenti riescono a dartene tanta. Vedo la frenesia di chi si approccia al cucito, ammirevole la loro volontà, ma senza le sberle del tempo, faranno fatica a farsi chiamare “sarta”.

Per questo da vecchierella quale sono, di esperienza ne ho maturata tanta, mi permetto di sentirmi sarta con la lode.

Egocentrica? Quanto basta. Voglio comunque spiegare la mia “presunzione” , ognuno di voi poi avrà la sua opinione in merito.

Nel titolo ho parlato di arte, nella sartoria a mio parere, l’arte sta nel avere un piccolo scampolo di tessuto e riuscire ad immaginare un capo finito, sfruttare al massimo il materiale a disposizione, capire quale taglio sarà il vincente per quello scampolo. Ovviamente io penso sempre ai bambini, ogni volta che cucio per piacere, intendo senza ordini stabiliti, riesco a dare il meglio di me.

Questa è la storia di un quadretto vichy rosa che stava nell’armadio da molto tempo, delizioso, ricorda la grande Brigitte Bardot, i divertenti anni ‘60, la moda di quel periodo fatta di classe, gusto e qualità dei capi oltre la grandezza sartoriale dei big di allora, vedi Fontana, Chanel, Valentino, Dior ecetera…

L’abbinamento perfetto per questo tessuto così storico sono ovviamente lavorazioni e accessori altrettanto storici. Quindi il pizzo e il ricamo. Io li ho usati entrambi.

Ecco come intendo io l’arte nella sartoria, saper aggiungere lavorazioni che non sono specifiche del sarto, anzi sono già altri mestieri, in questo caso la ricamatrice. Molte persone mi domandando come faccio ad essere così eclettica, io rispondo che è obbligatorio, se vuoi sentirti sarta capace e non una qualsiasi, ma una sarta che crea alta sartoria, ecco, lei deve saper fare tutto!

Quindi questo quadretto vichy lo taglio e lo ricamo con un metodo antico, il famoso smock. Ricamo che viene fatto per esempio, su una miriadi di piegoline montate una per una nella larghezza triplicata del dorso davanti di un abitino da bambina. Mediamente per la preparazione al ricamo ci vuole dalle cinque alle sette ore di lavoro.

vi faccio veder delle foto di un capo di questa preparazione:

Marcatura per le pieghe

 

 

Pieghe da fare a mano

pieghe montate e tirate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi pare ovvio che è una lavorazione enorme, impegnativa e di grande accuratezza se poi ci mettete anche la fantasia nella creazione del modello, direi che si può osare e chiamarla arte, la grande arte sartoriale.

         

Guarda la meraviglia di questo Macramè inserito nel colletto, tra l’altro lavoro assai difficile, perchè lo spazio per cucirlo è piccolissimo, come puoi ben vedere sul davanti. Per ricamare questo davanti, un abito per una bimba di sei mesi, ci ho messo svariate serie tv e due film interi senza pubblicità.

 questa è durante la lavorazione, mi accingevo ad attaccare le maniche al dorso.

ma il risultato finale è questo, credo sia valso la pena lavorarci tanto, o no?

  

 

 

 

 

 

2 Comments

  1. enrica ha detto:

    bellissimo !!!! come si fa quel lavoro sul corpetto?????

    • Maria Di Pietro ha detto:

      Esattamente come vedi nella foto, marchi tutti i punti a distanza di 1 cm sia in orizzontale che in verticale, dopo fai le filze usando i punti come riferimento. Una volta finito, tiri i fili ed è pronto per ricamare.

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