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Se cadi, te le do sopra!

Da bimbi durante il gioco, capita di cadere,
solitamente in lacrime si corre da mamma per farsi consolare. Io no, non
potevo, perché mio padre, da bravo despota incapace di comprendere il gioco, mi
minacciava promettendomi botte nel caso fossi caduta giocando.

E l’ha fatto, mi ricordo bene com’è andata
quella volta. Lui mi vide cadere, fu inevitabile la punizione. Io comunque imperterrita,
nonostante il rischio botte, continuavo a giocare e nel caso ruzzolassi,
silenziosamente, asciugavo le lacrime, mi rialzavo e ricominciavo.

Direi che questo è il leitmotiv della mia
vita.

Ovviamente non son stata furba, non ho mai
scelto vie facili da percorrere, mai l’autostrada che usano tutti. No, io volevo
le strade panoramiche, aspiravo a molto più e puntualmente capitavo nelle
mulattiere. Quanti inciampi, quante volte son caduta e fatta male, mai nessuno
che disinfettasse la ferita…

Sono ormai adulta, non gioco più, viaggio
poco e cerco strade sicure, i miei ginocchi sbucciati mi hanno insegnato la
prudenza. Nonostante l’esperienza di vita, son caduta ancora, e mio padre pur
essendo morto, ha trovato un degno sostituto per darmele sopra…

Forse sono attitudini di famiglia, entrambi
ostinati.

Adesso, senza fretta, forse, proverò a
rialzarmi…


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